Uno dei fattori determinanti per il successo, quando si tratta di Borsa ed investimenti, consiste di certo nella velocità con la quale si ottengono le informazioni, e con la quale si reagisce di conseguenza.
Per anni, sul campo di battaglia dell’economia, anche solo pochi millisecondi si sono tradotti in guadagni (o perdite) di miliardi di dollari, a vantaggio o svantaggio dei concorrenti. Per questo, le società che operano in Borsa hanno avuto bisogno di connessioni velocissime. E quale modo migliore di rendere più celere il trasferimento dei dati, se non quello di piazzarsi fisicamente vicino ai server utilizzati dai mercati azionari?
Fino ad oggi, per realizzare questo obiettivo, le società interessate hanno investito grandi capitali per localizzare i data center coinvolti nelle transazioni e posizionare i propri server letteralmente “alla porta accanto”, sperando (di solito a ragion veduta) di trovarsi connessi alla stessa backbone di telecomunicazioni. Ovviamente, tali investimenti non sono alla portata di tutti, e questo fenomeno ha portato a creare grandi disparità fra le piccole e le grandissime compagnie.
Per cercare di far partecipare tutti il più possibilmente “ad armi pari”, NYSE Technologies, la divisione IT di New York Stock Exchange Euronext, ha annunciato il lancio della beta di “Capital Market Community Platform”. Si tratta di un’offerta di Infrastructure-as-a-Service che permette alle compagnie che operano in Borsa, indipendentemente dalla loro “portata”, di piazzare proprie Virtual Machine nella stessa infrastruttura che ospita i server della Borsa Valori.
L’IaaS di NYSE Euronext poggia su vCloud Director di VMware per ottenere il massimo della sicurezza nel multi-tenancy, assicurandosi di tenere ben separate le VM delle varie compagnie fra loro e rispetto ai server exchange. Inoltre, permette a NYSE di tenere sotto controllo gli accessi, promuovendo il più possibile la “correttezza” delle transazioni nel mercato.
Un servizio come questo rappresenta un’opportunità estremamente significativa per “livellare” il mercato e rendere possibile per tutti di esercitare una valida concorrenza. Questo non significa però, ovviamente, che le compagnie più grandi non possano continuare ad approfittare della propria disponibilità di capitale per costruire grandi farm per i propri server: semplicemente, non sarà più necessariamente questo il fattore che determina la “vittoria” fra le varie società.
La proposta di NYSE è un esempio piuttosto chiaro del concetto di Community Cloud, la cui definizione è stata data dal NIST già da qualche anno: una soluzione di IaaS progettata per rispondere alle esigenze di un mercato particolare e aperta a tutti i membri di quella comunità. E visti gli interessanti risultati, chissà che non ce ne saranno altri esempi eclatanti nell’immediato futuro.
Fonti: NYSE Technologies, Forrester Research
Immagine: jorge vicente, Stock.XCHNG