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Formattare nell’era del Cloud Computing (II parte)

Posted on 14 November 2011 by Daniele Midi

Se si è un utente che usa il proprio computer per qualcosa di più che la lettura delle email e la navigazione su Facebook, dopo un po’ di tempo è abbastanza comune, indipendentemente dal sistema operativo che si è scelto, cominciare a vedere qualche problemino durante l’utilizzo del proprio computer.

Avvio lento, qualche messaggio di errore, un’applicazione che non è più veloce come quando appena installata… piccoli problemi che rendono il lavoro meno piacevole.

La soluzione migliore, spesso, è quella di formattare e reinstallare il sistema da zero: operazione, però, estremamente noiosa, lunga nel reinstallare tutti i propri software e che porta con sé il grave rischio di dimenticare di fare il backup di qualche file importante.

Cosa c’entra il Cloud Computing con tutto questo? Apparentemente sembra un argomento ben lontano dalla formattazione di un sistema operativo. Eppure, l’era della nuvola è in grado di dare i suoi benefici anche per scenari di quel genere.

Pensandoci bene, infatti, sempre più spesso i nostri dati sono sincronizzati automaticamente sul Cloud: basti pensare al successo indiscusso di servizi come Dropbox o SugarSync. Il backup, praticamente, non è quasi più necessario. O meglio, non è più esplicito. Tutto avviene in modo automatico dietro le quinte, ed i nostri dati sono tenuti costantemente aggiornati.

Quando si sarà formattato il sistema, quindi, le preoccupazioni saranno dimezzate: non appena si reinstallano i client dei nostri servizi di Cloud storage preferiti, infatti, ecco che tutti i nostri file cominciano a ricomparire, come per magia, nelle loro locazioni originali, in locale sul proprio hard disk.

Niente perdite, quindi; tutto veloce, e piuttosto affidabile.

E da qui a vedersi la vita semplificata anche per il software, il passo è decisamente breve. Il paradigma del Software-as-a-Service sta conquistando sempre più utenti, anche non-business, e spesso senza nemmeno che sappiano realmente di cosa si tratti. Usano un servizio e basta, senza stupirsi più, ormai, di come tutte le loro applicazioni (meno evolute) funzionino tranquillamente dentro un browser, e tantomeno di come, semplicemente accedendo con le proprie credenziali, ritrovino immediatamente tutti i propri dati, le proprie configurazioni e il proprio ambiente confortevole.

Fatto! Email, musica, scrittura collaborativa, editing e visualizzazione di documenti e fogli di calcolo: tutto online, tutto “as-a-Service”.

Ed ecco, quindi, che il tempo necessario a “rimettere in piedi” il proprio computer dopo una formattazione si accorcia sempre di più. Arriverà a zero, o quasi? Probabile. Ma si vedrà.

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Formattare nell’era del Cloud Computing (I parte)

Posted on 10 November 2011 by Daniele Midi

Niente da dire: dopo un po’ di tempo, qualunque utente che utilizzi il computer leggermente più che solo per leggere le email e navigare su Facebook si rende conto di come il suo computer cominci lentamente a “perdere colpi”.

E checché se ne dica, non è questione di Windows o Linux o Mac: è abbastanza inevitabile che, nel corso della vita di un sistema operativo, gli utenti più smanettoni finiscano per installare e disinstallare molti software diversi, modificare ripetutamente le impostazioni del sistema, accumulare enormi moli di dati e magari non tenere perfettamente “in forma” il proprio sistema.

Ed ecco che cominciano a presentarsi errori, problemi, magari non grandi, ma pur sempre fastidiosi. Qualche rallentamento di troppo, un avvio del sistema eccessivamente (ma davvero eccessivamente) lungo, qualche conflitto fra driver… Niente che impedisca di lavorare con profitto, certo, ma di sicuro un ambiente di lavoro poco confortevole e che rende la produttività molto più difficoltosa.

Ed ecco, quindi, che si comincia a pensare di formattare il proprio computer per dargli una nuova vita, ricominciando da zero, con un sistema completamente pulito e aggiornato.

A chiunque si possa chiedere, però, nessuno potrà negare che formattare un calcolatore è in assoluto una delle procedure più tediose e antipatiche per un utente: occorre andare alla ricerca dei CD di installazione di tutti i propri software, fare una bella lista di tutti i programmi che bisognerà reinstallare, creare una copia di backup di tutti i propri file e dati personali – vero patrimonio del nostro computer – e quindi cominciare la lunghissima procedura del ripristino del calcolatore.

Parecchi minuti (ore?) per formattare l’hard disk ed installarci sopra una copia fresca fresca del proprio sistema operativo di preferenza, e quindi bisogna cominciare, uno ad uno, a installare tutti i propri software, e poi ripristinare i file che erano stati “backuppati”.

I rischi, inoltre, sono notevoli: è successo più o meno a tutti di accorgersi – solo quando ormai è troppo tardi – di non aver messo in salvo alcuni file vitali per il proprio lavoro, oppure di aver dimenticato quella chiave di attivazione del software che era salvata in una bella cartellina del nostro sistema. Troppo tardi. Quello che è fatto, è fatto.

Cosa c’entra il Cloud Computing con tutto questo? Analizzeremo questo aspetto nel prossimo appuntamento.


 

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Amazon vuole webOS?

Posted on 04 October 2011 by Redazione

Secondo VentureBeat, il blog di tecnologia che si occupa di novità e indiscrezioni circa i business più innovativi del momento, Amazon starebbe dialogando seriamente con HP per acquistare webOS.

Questo sistema operativo per dispositivi mobili non ha avuto la fortuna aspettata, in quanto dopo essere stato scelto come OS per i tablet TouchPad di HP, è stato abbandonato di recente dopo le catastrofiche vendite registrate nelle sue 6 settimane sul mercato.

WebOS era stato acquisito da HP come “parte del pacchetto” quando, l’anno scorso, aveva rilevato la Palm per 1,2 miliardi di dollari.

L’utilizzo che Amazon intenderebbe fare di webOS non è ancora chiaro: c’è chi sostiene che lo voglia per “innovarlo” e utilizzarlo nella sua nuova linea di tablet (Amazon Fire), e chi invece sostiene che lo desideri solo per questioni di brevetti. Staremo a vedere.

 

Fonte: VentureBeat

Immagine: HP Slate e logo di webOS

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Frasi cloud-celebri

“Il Cloud, una stupidaggine. Anzi, peggio di una stupidaggine: una campagna marketing. Si tratta solo di un ennesimo tentativo delle corporation di ingabbiare gli utenti. Un tentativo da stroncare sul nascere.” (Richard Stallmann)
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