Se Java è stato in grado di rivoluzionare il mondo dello sviluppo al grido di “Write Once, Run Everywhere”, DotCloud probabilmente potrebbe fare lo stesso con il mondo del Cloud Computing.
Uno dei problemi critici che ha afflitto da sempre le organizzazioni IT riguarda la piattaforma scelta per lo sviluppo delle applicazioni aziendali: spinti dal minimizzare i costi e i rischi, spesso si è costretti a prendere delle decisioni “a priori” sullo stack applicativo che si andrà ad utilizzare. Inoltre questa scelta, per ovvi motivi economici, di manutenzione e di compatibilità, si rivela vincolante per un periodo di tempo solitamente molto lungo.
La diretta conseguenza di queste scelte è, per le compagnie, quella di non potersi tenere al passo con i tempi durante il rilascio di nuove tecnologie che seguono la normale (e di solito velocissima) evoluzione del mondo IT.
DotCloud offre una soluzione di Platform-as-a-Service che si propone proprio come risposta a questo problema, consentendo di adottare molti stack diversi contemporaneamente senza preoccuparsi minimamente di tutti i problemi legati alla gestione e alla manutenzione delle proprie infrastrutture.
Con pochi, semplici comandi, gli sviluppatori che si appoggiano a DotCloud possono creare un ambiente di sviluppo, gestito automaticamente, che supporti insiemi di linguaggi e tecnologie molto diverse fra loro. L’elenco è lunghissimo: fra i nomi più famosi, troviamo Ruby, Python, Perl, PHP, Java, MySQL, PostgreSQL, MongoDB, Cassandra, CouchDB, Hadoop, Solr, Redis e RabbitMQ.
Inoltre, la soluzione di DotCloud fornisce una ambiente di gestione e monitoring unificato per tutti gli stack che offre, permettendo alle compagnie IT di fare a meno di skill che siano specifiche di una determinata piattaforma, e abbassando notevolemente, di conseguenza, i costi.
Da poche settimane, DotCloud ha annunciato di aver terminato il periodo di beta privata, rendendo la propria soluzione PaaS disponibile a tutti gli sviluppatori e a tutte le compagnie IT.
Fra le novità che “prendono vita” nella piattaforma insieme a questo rilascio troviamo feature molto interessanti.
È infatti garantita una High Availability che permette alle applicazioni ospitate da DotCloud di spaziare attraverso diversi datacenter in varie zone del mondo e distribuire in modo trasparente il traffico, occupandosi anche del failover automatico.
Inoltre, un particolare occhio è stato posto alla scalabilità automatica delle applicazioni: man mano che il carico di lavoro aumenta su una certa piattaforma o su un certo database, DotCloud alloca in modo automatico risorse aggiuntive per far fronte al traffico.
È possibile cominciare ad approfittare dei benefici di DotCloud già da oggi, connettendosi al suo portale su dotcloud.com, oppure saperne di più dando un’occhiata al video introduttivo disponibile all’indirizzo dotcloud.com/tour/.