Niente da dire: dopo un po’ di tempo, qualunque utente che utilizzi il computer leggermente più che solo per leggere le email e navigare su Facebook si rende conto di come il suo computer cominci lentamente a “perdere colpi”.
E checché se ne dica, non è questione di Windows o Linux o Mac: è abbastanza inevitabile che, nel corso della vita di un sistema operativo, gli utenti più smanettoni finiscano per installare e disinstallare molti software diversi, modificare ripetutamente le impostazioni del sistema, accumulare enormi moli di dati e magari non tenere perfettamente “in forma” il proprio sistema.
Ed ecco che cominciano a presentarsi errori, problemi, magari non grandi, ma pur sempre fastidiosi. Qualche rallentamento di troppo, un avvio del sistema eccessivamente (ma davvero eccessivamente) lungo, qualche conflitto fra driver… Niente che impedisca di lavorare con profitto, certo, ma di sicuro un ambiente di lavoro poco confortevole e che rende la produttività molto più difficoltosa.
Ed ecco, quindi, che si comincia a pensare di formattare il proprio computer per dargli una nuova vita, ricominciando da zero, con un sistema completamente pulito e aggiornato.
A chiunque si possa chiedere, però, nessuno potrà negare che formattare un calcolatore è in assoluto una delle procedure più tediose e antipatiche per un utente: occorre andare alla ricerca dei CD di installazione di tutti i propri software, fare una bella lista di tutti i programmi che bisognerà reinstallare, creare una copia di backup di tutti i propri file e dati personali – vero patrimonio del nostro computer – e quindi cominciare la lunghissima procedura del ripristino del calcolatore.
Parecchi minuti (ore?) per formattare l’hard disk ed installarci sopra una copia fresca fresca del proprio sistema operativo di preferenza, e quindi bisogna cominciare, uno ad uno, a installare tutti i propri software, e poi ripristinare i file che erano stati “backuppati”.
I rischi, inoltre, sono notevoli: è successo più o meno a tutti di accorgersi – solo quando ormai è troppo tardi – di non aver messo in salvo alcuni file vitali per il proprio lavoro, oppure di aver dimenticato quella chiave di attivazione del software che era salvata in una bella cartellina del nostro sistema. Troppo tardi. Quello che è fatto, è fatto.
Cosa c’entra il Cloud Computing con tutto questo? Analizzeremo questo aspetto nel prossimo appuntamento.


Facciamo, anche per quest’ultimo appuntamento sul Desktop-as-a-Service, un breve riassunto per rinfrescare il concetto generale di Desktop-as-a-Service:
Cominciamo con un breve riassunto dell’articolo precedente, per rinfrescare il concetto generale di Desktop-as-a-Service:

