Tanto potente da risolvere praticamente qualunque problema in tempi (ragionevolmente) brevi, tanto semplice e flessibile da poter essere controllato tramite un iPad.
Si tratta di CometCloud, il sistema di Supercomputing-as-a-Service sviluppato al Dipartimento di Electrical and Computer Engineering della Rutgers University.
Finora, gli utenti che avevano necessità di enormi potenze di calcolo dovevano adattare i problemi e i task al particolare supercomputer che avevano a disposizione, ed accettarne tutte le limitazioni, soprattutto in termini di tempo necessario per completare l’elaborazione. Con il Supercomputing-as-a-Service, invece, gli utenti descrivono semplicemente il task che vogliono eseguire ed eventuali vincoli aggiuntivi (ad esempio sul tempo di esecuzione), e il software è in grado da solo di determinare la potenza di calcolo necessaria all’elaborazione e recuperarla dalla nuvola di processori che ha a disposizione.
CometCloud è stato presentato quest’estate ad una competizione dell’IEEE, nella quale ha vinto il primo premio. Di sicuro meritatamente, visto come ha stupito il pubblico: durante la demo, il team che presentava CometCloud ha mostrato come il sistema fosse in grado di “mettere insieme” dei supercomputer IBM localizzati nello stato di New York e in Arabia Saudita. A quel punto, il team ha fatto vedere che, mentre il sistema era al lavoro su un problema, era possibile cambiarne i parametri fondamentali dinamicamente e “a caldo”, richiedendo ad esempio tempi di esecuzione più veloci: CometCloud reagisce immediatamente ottenendo altro potere computazionale e prosegue con l’elaborazione.
Il responsabile del progetto alla Rutgers University, il prof. Manish Parashar, è convinto che il Supercomputing-as-a-Service sia un nuovo scenario estremamente stimolante, la cui esplorazione può portare ad orizzonti mai immaginati prima in molti campi diversi, che spaziano dalla ricerca scientifica all’industria cinematografica; ma soprattutto, un progetto del genere è in grado di portare le “superpotenze di calcolo” più vicine alla portata di tutti.
Un sistema estremamente interessante, quindi, che non solo è già realtà, ma sarà anche commercializzato molto presto: finora ha supportato la scienza e la ricerca, ed ha vissuto esclusivamente negli ambienti accademici, ma sembra che già da questo autunno il servizio verrà commercializzato, sotto una forma ancora da definirsi.
Immagine: Marc Smith


Di sicuro è quello che pensa qualcuno dei detrattori della nuvola. Che però sia un’idea condivisa anche da “chi il Cloud lo fa” è qualcosa che potrebbe sorprendere molto.
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