In questa piccola serie di articoli stiamo cercando di “sezionare” uno dei servizi che più sta avvicinando il Cloud Computing al mondo consumer: il cloud storage. La possibilità di avere tutti i propri dati sulla nuvola e potervi accedere da qualunque dispositivo dotato di un browser è di certo una prospettiva allettante anche per chi non è particolarmente esperto di tecnologia. Proprio per questo motivo, il mercato in questo settore è in grande fermento, e sono talmente tanti i servizi di cloud storage disponibili in questo momento che è facile perdersi.
Negli scorsi due appuntamenti sono stati analizzati Apple iCloud, Windows Live SkyDrive e Dropbox. L’ultimo grande player, al momento, di questo scenario in continua evoluzione è perciò Amazon, con il suo Cloud Drive.
Amazon Cloud Drive
Amazon offre lo storage online con il modello più semplice: si paga a seconda dello spazio che si desidera, da 5 GB a 1 TB ad un costo di 1 $/GB all’anno. Inoltre, non ci sono limiti alla dimensione dei singoli file che è possibile caricare nello spazio online, limitazione che invece affligge molti altri sistemi. Acquistando un album musicale dall’Amazon MP3 Store, inoltre, si ha la possibilità di ottenere un bonus di 20 GB: questa possibilità, però, è per ora limitata agli utenti degli Stati Uniti.
È possibile installare un client sul proprio computer per gestire i file, oppure è possibile utilizzare un normale browser e avere accesso a tutti i propri dati direttamente dal portale apposito di Amazon. L’unico requisito è avere il supporto per Flash, cosa che purtroppo taglia fuori gli utenti di iOS e Windows Phone 7.
Unica limitazione: Amazon permette ad ogni utente di accedere al massimo da 8 dispositivi diversi ai propri dati, limite che comunque è decisamente accettabile per un utente normale.
Come per Windows Live SkyDrive, anche Amazon Cloud Drive è accessibile solo in “modalità online”, perciò senza connessione non si può accedere ai propri dati.
Conclusioni
Stabilire “il migliore” fra i sistemi di cloud storage non solo è difficile, ma probabilmente è impossibile: a seconda delle esigenze, alcune piattaforme si comportano meglio di altre.
L’approccio più classico è probabilmente quello di SkyDrive o di Amazon: qualche GB di spazio gratuito in cui mettere tutto quello che si vuole, e un portale online da cui gestire i propri file. Se però lo spazio che serve è tanto, Amazon permette di crescere, SkyDrive no.
Gli utenti della mela non possono che scegliere iCloud, vista la sua potenza e versatilità.
Se quello che serve, invece, è avere i propri dati sempre sincronizzati sui propri computer o dispositivi mobili, Dropbox è di certo un’ottima scelta.
La soluzione migliore? Usarli tutti in combinazione, sfruttando il più possibile lo spazio gratuito offerto da ognuno e cercando di scoprire qual è “il migliore” per sé.