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Amazon Simple Email Service ora supporta SMTP

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Amazon Simple Email Service ora supporta SMTP

Posted on 15 December 2011 by Daniele Midi

Dopo tanto lavoro da parte del team di sviluppo di Amazon Web Services, è stato rilasciato l’annuncio dell’introduzione del supporto per SMTP ad Amazon Simple Email Service (Amazon SES).

Il servizio di invio email transazionale e scalabile di Amazon si arricchisce quindi ancora di più, rendendo decisamente più semplice la gestione e l’interazione da parte dello sviluppatore. Infatti, attraverso il supporto per l’SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), è ora possibile inviare email attraverso Amazon SES sfruttando i propri sistemi eventualmente già esistenti, senza la necessità di scrivere una sola riga di codice.

I passi per utilizzare questa nuova feature sono veramente semplici. Leggendo direttamente dal sito di Amazon:

  1. Log into the AWS Management Console.
  2. In the SES tab, select SMTP Settings and click on Create a New SMTP User.
  3. Use the default User Name or edit this name and click Create.
  4. Copy your credentials or click on Download Credentials.
  5. Use these credentials with the settings in SMTP Settings to configure your program or system to send through the Amazon SES SMTP interface.

Questa è una nuova feature che potrebbe veramente far fare il salto di qualità definitivo ad Amazon SES.

 

Fonte: Amazon Web Services official news

 

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Amazon ElastiCache sbarca in quattro nuove Regions

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Amazon ElastiCache sbarca in quattro nuove Regions

Posted on 08 December 2011 by Daniele Midi

Il team di Amazon Web Services si dice entusiasta di poter annunciare l’ennesima miglioria apportata ai propri servizi per il Cloud Computing.

Nell’ottica di espandere sempre di più l’outreach dei propri prodotti, Amazon ha annunciato che ElastiCache, il servizio di caching distribuito e scalabile offerto da AWS, è ora disponibile in quattro nuove Regions:  US West (N. California), EU West (Dublin), Asia Pacific (Singapore), and Asia Pacific (Tokyo).

“A partire da oggi”, annunciano, “sarà possibile utilizzare Amazon ElastiCache in queste Regions per aggiungere una cache in-memory all’architettura delle proprie applicazioni in pochi minuti.”

 

Fonte: Amazon Web Services official news

 

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Shakespeare e le sue scimmie finiscono sulle nuvole (II parte)

Posted on 02 December 2011 by Redazione

È di sicuro negli scenari più prettamente business che il Cloud Computing trova la sua applicazione migliore, rappresentando da sempre un sinonimo di risparmio economico per le imprese.

Le caratteristiche tecniche che lo rendono appetibile, però, sono fra loro molto diverse. scalabilità, affidabilità, geo-replicazione dei dati, disaster recovery: a seconda dell’angolatura dalla quale lo si osserva, si scopre come il Cloud si presti bene per scenari decisamente differenti. Dalla ricerca scientifica, che apprezza l’enorme potere computazionale, all’anti-sicurezza, che sfrutta la “massa” per sferrare attacchi informatici di enorme portata, la nuvola risulta interessante per i motivi più disparati, che sfruttano di volta in volta l’uno o l’altro punto di forza del Cloud.

Di recente, però, gli utilizzi sono diventati ancora più variegati e fantasiosi per la nuvola.

Nello scorso appuntamento, infatti, si è parlato del programmatore statunitense che ha cercato di risolvere il problema delle scimmie di Shakespeare con il Cloud.

Un breve ripasso di qual è il problema: secondo la Probabilità, un numero infinito di scimmie che scrive su un numero infinito di macchine da scrivere, avendo a disposizione un tempo infinito, prima o poi sarebbe in grado di produrre l’intera opera di Shakespeare.

La matematica, però, è decisamente contro di lui: le combinazioni possibili delle 26 lettere dell’alfabeto inglese sono decisamente tante. Cominciando a tenere conto anche di maiuscole e minuscole, la cifra sale ancora notevolmente. Per non parlare poi di come spazi e punteggiatura aggiungano una quantità di ulteriori permutazioni tale da rendere l’impresa decisamente spaventosa per i modelli di calcolo tradizionali.

Peccato che nemmeno la grande potenza di calcolo della nuvola può fare molto, se non è opportunamente coordinata in modo “intelligente”. Una buona dimostrazione che sì, è vero, il calcolo distribuito semplifica i lavori pesanti, ma senza avere dietro un algoritmo ben pensato, non è altro che un brute force molto potente. E come tale, non assicura mai il successo.

Il programmatore USA non ha avuto fortuna. Se non altro, però, per provare a dimostrarlo ha dovuto pagare solamente il conto di AWS, e non una scorta a vita di banane per le proprie “scrittrici in erba”.

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Frasi cloud-celebri

“Il Cloud Computing offre a clienti e partner, applicazioni e servizi Web per sviluppare e implementare rapidamente soluzioni interessanti.” (Bob Muglia)
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