Consumer

Posted on 29 August 2011 by Redazione

di Roberto Freato

Similmente con quanto si è potuto osservare storicamente, riguardo all’adozione dei terminali di Cupertino su più aree di clientela, la stessa cosa si potrà osservare riguardo all’adozione del Cloud verso le masse: similmente ma in maniera opposta. Infatti, si vedrà come il Cloud Computing, nato inizialmente per soddisfare il business crescente delle applicazioni online e delle grandi implementazioni, ben si presta a soddisfare i bisogni dei piccoli: imprenditori, liberi professionisti e privati.

Nonostante sia un passo fisiologico che, dalla diffusione di un prodotto/servizio, scaturisca una adozione parziale verso mercati/utenze completamene diverse, il Cloud Computing applicato al consumer sembra avere una fetta molto più rilevante che una normale “eccezione” alla regola. Sembra infatti che l’impatto sul privato, sul piccolo sviluppatore e sulle piccole realtà aziendali sia molto maggiore di quanto inizialmente si potesse pensare, all’alba del lancio dei primi sistemi Cloud. Infatti, vero è che il web abbia giocato un ruolo molto forte in questo periodo, insinuando in ognuno di noi un’ implicita formazione riguardo a questa crescente tecnologia; facendo maturare una coscienza più o meno sviluppata, ma presente, riguardo alle sue potenzialità celate sotto una sottile cortina di velluto, camuffate bene dalle numerose applicazioni online.

Un esempio concreto, e di certo non esauribile in poche righe, è rappresentato dai sistemi di Mail online: oggi un utente medio è abituato a consultare la webmail “sul Cloud” senza troppe complicazioni. Il camuffamento è ben riuscito e ben poco interessa all’utente dove risiedano i propri messaggi di posta oggi, domani o tra un anno. Quello che interessa è, trasparentemente, ottenere la risorsa e reperirla sempre quando serve. Implicitamente l’utente dà per scontati certi parametri[1] che invece nel mondo business hanno una monetizzazione molto specifica (come SLA o sicurezza), che invece per il consumer non sono nient’altro che presupposti inconsciamente acquisiti per poter usufruire di tali strumenti. È così che la webmail può essere considerata uno dei primi e primordiali paradigmi Cloud in cui il sistema di business aziendale (della consultazione offshore della posta e del proprio entourage) si porta bene al sistema consumer. Ed è così che, evolvendosi la tecnologia, i servizi di posta elettronica si ridefiniscono e il Cloud abilita questo progresso rendendo a tutti la migrazione ai nuovi sistemi trasparente: si pensi per un attimo al servizio Google Sync®, neonato, che offre servizi di comunicazione Mobile basati sul prodotto già affermato Gmail® e basato su una nuova tecnologia recentemente implementata a Moutain View per offrire ai clienti Mobile un sistema Microsoft Exchange® per la push mail. È certamente un esempio significativo di come l’aver promulgato e mantenuto un servizio di posta Cloud come Gmail abbia potuto abilitare in maniera trasparente l’evoluzione fisiologica della piattaforma, senza sconvolgimenti per i clienti e soprattutto con un impatto positivo sui costi decisamente notevole.

Risulta chiaro quindi che occorre fare luce sul mondo “Consumer sul Cloud”, vista la stretta correlazione che, mai come negli ultimi anni, sta avendo luogo su questo tema.


[1] Concetti come non ripudio e affidabilità vengono dati per scontati dal popolo consumer.

Frasi cloud-celebri

“Sono molte le organizzazioni che hanno ben compreso i vantaggi del modello Cloud, tuttavia permane l’incertezza su come sfruttarne strategicamente le promesse.” (Frank Gens)
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