L’utenza Cloud

Posted on 02 August 2011 by Redazione

di Roberto Freato

L’eterogeneità dell’offerta Cloud ha portato alla definizione di due differenti tipologie di Cloud Computing: il Cloud per il mondo accademico e il Cloud per il mondo business. È importante capire le diverse esigenze delle due categorie e soprattutto l’impatto del Cloud all’interno di contesti cosi diversificati.

Stiamo parlando di come sia evidente, nel contesto dell’informatica moderna, considerare fattori differenziati per contesti di lavoro diversi: è per esempio notevole come un prodotto software affermato come Microsoft Word® si sia dimostrato utile in scenari di lavoro individuale e scenari di business complesso. È tanto più evidente che altri prodotti di word processing, come LaTex, siano molto più usati in scenari accademici che in scenari di lavoro individuale, escludendo la maggior parte dei “privati” che preferiscono, per ovvie ragioni, l’utilizzo di uno strumento più efficace per la loro produttività personale.

Quindi, escludendo le considerazioni soggettive, riguardanti in buona parte il grado di attrattività di un prodotto software da parte del singolo individuo, risulta chiaro che esista per la maggior parte dei prodotti software ad oggi presenti sul mercato, una attrattività specifica verso un determinato contesto di utilizzo .

Se parlassimo di hardware, le cose non cambierebbero così impetuosamente, lasciando molto spazio alle analogie e ai confronti, proprio come se stessimo parlando del medesimo prodotto software in questione. Un esempio lo può portare l’iPhone, terminale Mobile principe di Apple® Inc. che, negli anni, è passato da una utenza principalmente “consumer” ad una utenza che oggi si caratterizza positivamente per la sua varietà di popolazione (Fanti, 2009): è un fondamentale esempio di come una tecnologia consumer si sia evoluta a tal punto da avere una maturità e consapevolezza del mercato proprio, da essere adottata largamente anche nel mondo business, per applicazioni neo-nate che ben trovano spazio in contesti commerciali. L’iPhone quindi è un esempio di come l’inversione di tendenza possa manifestarsi, nell’informatica di oggi, ogni qualvolta ci siano i buoni presupposti di attrattività per le giuste classi di utenza considerate; il caso dell’iPhone, in particolare, vede un terminale (la cui proposta di mercato si basava quasi esclusivamente sull’estetica di prodotto) crescere significativamente negli ultimi anni, per dare anche un differenziale in più ad un mondo che fino a ieri aveva accantonato l’estetica in favore di una maggiore usabilità e rilevanza nel business.

In ultimo, pensiamo ai servizi: possiamo definire anche qui lo stesso genere di ragionamento applicato per i passi precedenti. Senza portare, in prima approssimazione, esempi eclatanti, risulta chiaro come esistano da sempre servizi informatici (legati al web per esempio) di interesse quasi esclusivo di una clientela business e/o comunque di un target spesso specializzato e unico. Alcune società nascono apposta per creare un prodotto/servizio a valore aggiunto per una specifica area di mercato che per definizione, non può abbracciare una vasta varietà di popolazione; nonostante questo, risulta spesso possibile trovare almeno un caso per ogni servizio specifico, offerto da una ipotetica società di servizi, di rilevanza di un target completamente differente da quello per il quale era stato ideato, a conferma che l’attrattività non è certo un parametro assoluto, ma solo una “buona approssimazione”. Per rendere concreti questi ragionamenti, senza citare almeno per il momento, casi complessi, supponiamo di avere un’azienda di servizi informatici specializzata nella erogazione di servizi web fruibili da un cliente qualsiasi, dislocato nel territorio mondiale. Supponiamo per un momento che il prodotto maggiormente utilizzato dai clienti di questa società sia un prodotto di mappe online utilizzato al 90% per la ricerca di attività commerciali nei dintorni della propria dimora. Il prodotto in questione può essere Google Maps® di Google® e l’utilizzo reale del prodotto è esattamente quello indicato nell’esempio. Tuttavia, è necessario specificare, al fine che si evinca la relatività della definizione di attrattività, che tale prodotto viene in parte utilizzato da una “fetta” di popolazione business, che verosimilmente è riuscita a “mappare” un proprio processo interno su un servizio dai tipici lineamenti di massa. Basti vedere la totale assenza di supporto tecnico dedicato, l’orientamento alla semplicità di utilizzo in sfavore della customizzazione: pochi ma significativi indicatori che intuitivamente lo rendono evidentemente un servizio adatto ad un pubblico consumer: con solo qualche eccezione nel mondo business.

Quindi, con un percorso discretamente semplice, arriviamo a capire come, salvo rari casi, sia possibile determinare un’area principale di attrattività per la maggior parte di prodotti/servizi (informatici e non) presenti da sempre sul mercato. È ragionevole porsi questa domanda prima di procedere, per capire poi quanto sia affidabile una classificazione dei prodotti Cloud in base a classi di “attrattività” verso popolazioni distinte. In questo processo è anche necessario premettere che alcune valutazioni di attrattività non potranno essere in parametri assoluti perché, come dimostrato, esistono molte eccezioni che rendono quasi impossibile attribuire ad una sola macroarea un determinato prodotto/servizio.

Le prospettive d’interesse ed analisi

La storia e l’evoluzione del Cloud Computing e delle sue diverse forme, ci ha consentito di inquadrare molto bene quali siano state (e lo siano tuttora) le principali aree di interesse da cui l’osservatore si può mettere per analizzare il Cloud Computing moderno. L’analisi per prospettive, in questo contesto informatico moderno, è essenziale per poter capire quale sia la reale attrattività di un prodotto Cloud, paragonato ad un altro di simile attrattività. È stato necessario capire quali passi storici fossero stati compiuti e quali attori li avessero promulgati, per capire quali fossero i reali “interessati” all’evoluzione del Cloud Computing ed alla sua vasta capacità di adozione nei problemi reali.

Da questa analisi iniziale è quindi emerso che il nostro successivo approfondimento dovrà concentrarsi su tre determinate categorie di utenza” (se così le possiamo licenziosamente definire), raggruppabili sotto questa classificazione:

- Utenza Accademica, di ricerca e storicamente connessa al Grid Computing.

- Utenza di Business e di grandi implementazioni.

- Utenza Consumer e di piccole realtà commerciali[1].

Prima di dare spazio alle definizioni, ricordiamo al lettore che tale suddivisione è anche stata suggerita da una prima approfondita parte di analisi “in avanti” già compiuta, ma disponibile solo in seguito nella trattazione per questioni di omogeneità degli argomenti esposti.


[1] Più avanti verrà approfondito il perché di questa decisione di accorpare queste due classi.

Bibliography

Fanti, T. M. (2009, Ottobre). Retrieved from PMI.it: http://www.pmi.it/tlc-e-mobile/news/5753/iphone-miglior-smartphone-business.html

Frasi cloud-celebri

“Col passare del tempo, questo approccio potrebbe aiutare i manager IT a ridurre in modo drastico i costi e le complessità di gestione delle infrastrutture scale-out la cui domanda è soggetta a fluttuazioni.” (Rod Adkins)
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