Il Cloud Computing è sempre stato, fin dai primissimi istanti del suo boom, un sinonimo di risparmio economico per le imprese. Grande scalabilità, ottima affidabilità. Geo-replicazione dei dati, rapido disaster recovery. Insomma, una notevole quantità di caratteristiche prettamente tecniche che ne fanno una scelta decisamente interessante per il mondo business.
Ad un’attenta analisi, però, si nota subito come i punti di forza della nuvola appena elencati siano piuttosto diversi fra loro, rendendo possibili molti scenari differenti per i quali una o più di quelle caratteristiche possono essere talmente allettanti da far scegliere il Cloud come tecnologia di riferimento.
Proprio per questa ragione, quella “economica” non è l’unica spinta che porta il Cloud ad essere una piattaforma sempre più diffusa per lo sviluppo. Infatti, a ben guardare, negli ultimi anni ci sono stati molti scopi decisamente lontani dal business che hanno visto la nuvola come principale protagonista. È il caso, ad esempio, della ricerca scientifica, che ha visto nell’enorme potere computazionale del Cloud un modo eccellente di ottenere risultati più velocemente e con meno necessità di risorse fisiche. Oppure degli attacchi informatici, che sfruttando la grande quantità di nodi che è possibile “tirare su” tramite un’infrastruttura di Cloud Computing, sono stati in grado di mettere in ginocchio enormi organizzazioni informatiche (e il caso di Sony PlayStation Network non è poi così lontano nel tempo da essere già dimenticato).
C’è però anche chi è riuscito, di recente, a trovare utilizzi ancora più variegati e fantasiosi per la nuvola.
L’esempio in questione è quello di un programmatore statunitense che ha pensato bene di cercare di risolvere il problema delle scimmie di Shakespeare con il Cloud.
Di cosa si tratta? La scienza probabilistica afferma che un numero infinito di scimmie – dotato di un numero infinito di graziose, piccole macchine da scrivere sulle quali battere furiosamente a caso – avendo a disposizione un tempo infinito, prima o poi sarebbe in grado di produrre l’intera opera di Shakespeare.
Posta così, la questione incuriosisce senza dubbio, e i termini “scalabilità”, “elasticità”, “potere computazionale” non possono non far suonare un campanello d’allarme nei propri pensieri.
Il programmatore che ha provato a dimostrare questo problema ha realizzato delle “scimmie virtuali” che vivono nell’infrastruttura di Amazon Web Service, e le ha messe a scrivere.
Successo o insuccesso, lo scopriremo nel prossimo appuntamento.
Immagine: DC Comics


Channel 9 è un sito comunitario per gli sviluppatori dove è possibile trovare tonnellate di canali video pieni zeppi di interessanti filmati di formazione sulle tecnologie Microsoft. Nato nel 2004, funge ormai da punto nevralgico per tutti i video tecnici realizzati dai developer Microsoft (e non solo).

