Nello scorso appuntamento, sono stati messi sotto la lente di ingrandimento tutti i nuovi rischi per la sicurezza che la rivoluzione dell’IT degli ultimi anni ha portato con sé.
HP, intenzionato a farsi strada nel mercato del software e dei servizi per l’enterprise, ha deciso di offrire una soluzione per la sicurezza pensata per essere sotto forma di servizio, secondo il paradigma *aaS che tanto sta rivoluzionando l’IT moderno.
Ecco quindi nascere la “Security-as-a-Service”, cioè un modello in cui, invece di sviluppare pacchetti software per la sicurezza preconfezionati, HP si propone di aiutare in prima persona le organizzazioni ad affrontare le nuove problematiche di sicurezza che si presentano nella gestione della propria infrastruttura tecnologica, migliorando l’eventuale sicurezza preesistente nell’azienda. E non solo: ha intenzione anche di fornire un nuovo insieme di strumenti che permettano di aiutare le aziende a scoprire come la loro infrastructure viene utilizzata non solo on-premise, ma anche in ambienti cloud-based.
HP ha infatti deciso di offrire una soluzione per la sicurezza pensata per essere sotto forma di servizio, secondo il paradigma *aaS che tanto sta rivoluzionando l’IT moderno.
Ecco quindi nascere la “Security-as-a-Service”, cioè un modello in cui, invece di sviluppare pacchetti software per la sicurezza preconfezionati, HP si propone di aiutare in prima persona le organizzazioni ad affrontare le nuove problematiche di sicurezza che si presentano nella gestione della propria infrastruttura tecnologica, migliorando l’eventuale sicurezza preesistente nell’azienda. E non solo: ha intenzione anche di fornire un nuovo insieme di strumenti che permettano di aiutare le aziende a scoprire come la loro infrastructure viene utilizzata non solo on-premise, ma anche in ambienti cloud-based.
Negli ultimi due o tre anni, HP ha più o meno silenziosamente collezionato una buona serie di acquisizioni in questo campo: ArcSight (per 1,5 miliardi di dollari), Tipping Point (ottenuto insieme all’acquisizione di 3Com, per la cifra di 2,7 miliardi di dollari), Fortify e SPI Dynamics, tanto per fare qualche nome, sono alcune delle aziende che sono andate ad arricchire il suo portfolio di soluzioni per la security. Ora, HP ha intenzione di mischiare queste capacità acquisite per la sua offerta per l’enterprise.
La mossa di HP, quindi, è quella di “reinventare” il settore a modo suo, deviando abbastanza dalle strade attualmente battute nel campo della sicurezza – in cui la modalità standard è la fornitura di pacchetti software specifici e preconfezionati – facendosi così pioniere di nuove soluzioni, sulla cui fortuna ancora non è possibile dare un pronostico.
È difficile infatti cercare di prevedere se HP sarà in grado di trasformare il modo in cui “si fa sicurezza” nel mondo IT dei prossimi anni: bisogna però di sicuro apprezzare lo spirito avvenieristico con cui HP sta affrontando la sfida di entrare in un mercato già piuttosto consolidato, per non dire affollato, di colossi che si contendono un mercato in continua espansione.
Immagine: HP logo


Si è spento all’età di 84 anni John McCarthy, colui che per primo ha proposto il concetto di “utility computing”. E’ accaduto questa domenica.
Se la tecnologia evolve, con lei evolvono anche i rischi per la sicurezza.

