Si è portati costantemente a pensare che il Cloud Computing sia un paradigma adatto alle aziende e al mondo del business. Vero, certo. Ma incompleto: sempre più spesso, infatti, nuovi ambiti trovano nel Cloud la tecnologia perfetta per migliorare le proprie prestazioni.
È il caso, ad esempio, del mondo dell’istruzione, che pur sembrando solo collateralmente collegato a questo paradigma tecnologico, è in grado in realtà di trarne notevoli benefici. Alcuni sono gli stessi, in effetti, che stanno facendo il successo del Cloud nel mondo business: accesso a basso costo a grandi quantità di risorse, storage online di moli di dati sempre accessibili, spostamento degli applicativi di gestione dal desktop al Web, …
E sono questo motivazioni, probabilmente, che hanno fatto sì che il mondo dell’istruzione, insieme con le aziende più grandi, fossero i veri, primi, early-adopters delle piattaforme Cloud. Sono molte, però, le motivazioni più prettamente proprie dell’universo dell’insegnamento superiore e delle università nell’apprezzare il paradigma del Cloud Computing.
Per prima cosa, infatti, c’è da notare che da sempre una delle esigenze primarie del mondo accademico è quella di condividere dati, risorse, quesiti e risultati di ricerche: spostare le infrastrutture informatiche sulla nuvola permette proprio di raggiungere questi obiettivi al meglio, tenendo bassi i costi. Un vantaggio notevole, in un periodo di innegabile difficoltà finanziaria.
Nonostante, però, i vantaggi economici dal punto di vista gestionale ed infrastrutturale siano palesi, probabilmente il motivo più forte del successo crescente del Cloud nel mondo universitario non è tanto da ricercarsi in un fattore “monetario”, quanto più nelle possibilità offerte all’insegnamento stesso. Infatti, soprattutto negli ambiti più prettamente medici, scientifici e tecnologici, uno dei punti cardine per studenti e ricercatori è avere la possibilità di sperimentare, attraverso l’uso di piattaforme eterogenee e di diversa potenza. Questo è di certo uno dei campi in cui il Cloud Computing eccelle: offrendo flessibilità e scalabilità a prezzi contenuti, il Cloud concede nuove opportunità di sperimentazione, senza tutti i problemi legati all’acquisto costante di nuovo hardware o di costose licenze software.
Il potenziale del Cloud Computing nel mondo dell’istruzione è perciò virtualmente illimitato, sotto molti punti di vista. Si spera che, in un futuro molto vicino, tutte le istituzioni accademiche ne siano sempre più consce, in modo da trarne i benefici che sono, in realtà, già a portata di mano.


Proprio ieri c’è stato il lancio internazionale di Office 365, la versione cloud della suite di produttività Microsoft.

