Archive | June, 2011

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Insegnare con la testa fra le nuvole

Posted on 30 June 2011 by Daniele Midi

Si è portati costantemente a pensare che il Cloud Computing sia un paradigma adatto alle aziende e al mondo del business. Vero, certo. Ma incompleto: sempre più spesso, infatti, nuovi ambiti trovano nel Cloud la tecnologia perfetta per migliorare le proprie prestazioni.

È il caso, ad esempio, del mondo dell’istruzione, che pur sembrando solo collateralmente collegato a questo paradigma tecnologico, è in grado in realtà di trarne notevoli benefici. Alcuni sono gli stessi, in effetti, che stanno facendo il successo del Cloud nel mondo business: accesso a basso costo a grandi quantità di risorse, storage online di moli di dati sempre accessibili, spostamento degli applicativi di gestione dal desktop al Web, …

E sono questo motivazioni, probabilmente, che hanno fatto sì che il mondo dell’istruzione, insieme con le aziende più grandi, fossero i veri, primi, early-adopters delle piattaforme Cloud. Sono molte, però, le motivazioni più prettamente proprie dell’universo dell’insegnamento superiore e delle università nell’apprezzare il paradigma del Cloud Computing.

Per prima cosa, infatti, c’è da notare che da sempre una delle esigenze primarie del mondo accademico è quella di condividere dati, risorse, quesiti e risultati di ricerche: spostare le infrastrutture informatiche sulla nuvola permette proprio di raggiungere questi obiettivi al meglio, tenendo bassi i costi. Un vantaggio notevole, in un periodo di innegabile difficoltà finanziaria.

Nonostante, però, i vantaggi economici dal punto di vista gestionale ed infrastrutturale siano palesi, probabilmente il motivo più forte del successo crescente del Cloud nel mondo universitario non è tanto da ricercarsi in un fattore “monetario”, quanto più nelle possibilità offerte all’insegnamento stesso. Infatti, soprattutto negli ambiti più prettamente medici, scientifici e tecnologici, uno dei punti cardine per studenti e ricercatori è avere la possibilità di sperimentare, attraverso l’uso di piattaforme eterogenee e di diversa potenza. Questo è di certo uno dei campi in cui il Cloud Computing eccelle: offrendo flessibilità e scalabilità a prezzi contenuti, il Cloud concede nuove opportunità di sperimentazione, senza tutti i problemi legati all’acquisto costante di nuovo hardware o di costose licenze software.

Il potenziale del Cloud Computing nel mondo dell’istruzione è perciò virtualmente illimitato, sotto molti punti di vista. Si spera che, in un futuro molto vicino, tutte le istituzioni accademiche ne siano sempre più consce, in modo da trarne i benefici che sono, in realtà, già a portata di mano.

 

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Office 365: il taglio del nastro

Posted on 29 June 2011 by Daniele Midi

Proprio ieri c’è stato il lancio internazionale di Office 365, la versione cloud della suite di produttività Microsoft.

Probabilmente preoccupato dall’enorme crescita nel market share che le soluzioni SaaS per l’ufficio stanno vedendo (capeggiate dalle Google Apps), il colosso di Redmond ha sviluppato la versione di Office per l’utilizzo online, che si propone come una nuova dimensione (online) per la produttività.

Una serie di servizi, quelli di Office 365, mirati principalmente a venire incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese, che possono vedere nei variegati piani di abbonamento proposti da Microsoft una (economicamente) vantaggiosa alternativa all’acquisto di licenze software.

Qualche numero e qualche dettaglio:

  • fasce di prezzi che vanno da circa 5 € fino a circa 25 € per utente al mese
  • uptime garantito del 99.9%
  • periodo gratuito di prova per 30 giorni prima dell’acquisto
  • grandi nomi fra gli early-adopters, come Vodafone, Bell, Telefonica, NTT, Intuit, Telstra ed altre

Di certo, Office 365 rappresenta un bell’attacco al tentativo di Google (ma anche di altri) di farsi strada, a colpi di Cloud, nel mondo della produttività, finora appannaggio quasi esclusivo della suite Microsoft. Riuscirà Office 365 a recuperare il terreno perduto?

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Rilasciato Google AppEngine 1.5.1

Posted on 27 June 2011 by Daniele Midi

A distanza di circa un mese dalla mega-conferenza Google I/O 2011, arriva un nuovo rilascio di AppEngine, il PaaS di Google.

Fra le principali caratteristiche di questa nuova versione, si trovano:

  • Geolocation Header: puntando molto sulla geolocalizzazione delle applicazioni Web, App Engine include ora in ogni richiesta del client un header aggiuntivo, “X-AppEngine-country”, nel quale è specificato il paese di provenienza della richiesta (con la migliore approssimazione possibile)
  • Aggiornamento delle API di Java e Python: sono state migliorate alcune features relative alla Channel API, per la gestione degli eventi di connessione/disconnessione di un utente ad un Channel, ed è stato aggiunto nell’Images API il supporto per le immagini in formato WebP (formato open source sviluppato da Google che permette una compressione anche del 40% maggiore di JPEG senza perdita di qualità)
  • Supporto per le API Python di ProtoRPC: per raggiungere l’obiettivo di permettere la realizzazione di Web Service scalabili e con una facile evoluzione, è stato incluso il supporto per il framework open source ProtoRPC, che mira a far sviluppare servizi RPC web-based ben definiti e facilmente utilizzabili.
  • Miglioramento del supporto per High Replication Datastore nell’SDK: da questa versione degli SDK per Java e Python, è stato molto migliorato il supporto per il modello di consistenza introdotto da High Replication Datastore.
  • Piccoli bugfix e altri miglioramenti minori

    Fonte: The App Engine Team’s blog

     

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    Frasi cloud-celebri

    “Capacità di innovazione, coinvolgimento delle community ed esperienza open source sono alla base della visione Sun sul Cloud Computing.” (Franco Roman)
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